Una sinfonia chiamata quotidianità

In diverse circostanze della vita si tocca con mano l’importanza di avere un affiatamento ed una proficua collaborazione insieme ad altre persone, allo scopo di perseguire un determinato obiettivo. Nella vita di tutti i giorni ciascuno di noi è chiamato a collaborare in maniera costruttiva con le altre persone con le quali veniamo in contatto. Ognuno di noi, quando esce di casa la mattina per recarsi al lavoro, deve pensare al fatto che la giornata che si appresta ad iniziare va vissuta allo stesso modo di come un orchestrale vive la propria ‘ansia da prestazione’ poco prima di iniziare a suonare una sinfonia in un’enorme sala da concerto. L’esecuzione della sinfonia sarà verosimilmente tanto più eccellente e di qualità quanto più si instaura tra i vari orchestrali un clima di affiatamento e di collaborazione. In una parola, ciò si riassume nel concetto di sinergia. Tutti gli strumenti musicali si devono amalgamare nella maniera più giusta per ottenere un’esecuzione musicale di valore; e ciò avviene se esiste sinergia tra gli orchestrali che li suonano.

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Rapportando questo esempio alla quotidianità, si dovrebbe riflettere meglio su come ci dobbiamo approcciare alla giornata lavorativa che ogni mattina iniziamo a svolgere: dobbiamo evitare di adottare un atteggiamento ‘lunatico’ e ‘umorale’: può capitare a chiunque di alzarsi con la Luna di traverso, ma ciò non fa altro che peggiorare i nostri rapporti interpersonali con chi ci sta attorno.

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Se mi trovo in metropolitana e vedo che una persona anziana non riesce a trovare posto a sedere per la maleducazione altrui, non dobbiamo imitarli, ma dare il buon esempio cedendo il nostro posto.

E’ come se in un’orchestra noi siamo gli unici esecutori a suonare le note giuste, mentre coloro che fanno finta di niente e ignorano deliberatamente i più bisognosi si comportano come quei musicisti che fanno apposta a stonare e a mandare all’aria il concerto.

Analogamente, sul posto di lavoro tutti i fenomeni di schermaglie, rivalità e invidie tra colleghi sono dannosi per il buon funzionamento dell’azienda. Quando lavoriamo, dobbiamo pensare che la nostra attività non è fine a se stessa ma, seppur indirettamente, contribuisce a migliorare il benessere e la qualità della vita della collettività.

Supponiamo che sia un lunedì mattina, e che sia un impiegato dell’ufficio postale. Non devo solo limitarmi a svolgere le operazioni in maniera meccanica, rispondendo in maniera burbera e poco collaborativa al cliente; al contrario, occorre sempre ricordarsi che anzitutto sono la stessa persona che ventiquattr’ore prima ha stretto la mano in segno di pace durante la Messa domenicale.

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Non si possono adottare due pesi e due misure; dobbiamo sempre comportarci in maniera costruttiva e sinergica in qualsiasi momento della giornata, con chiunque abbiamo a che fare, e non solo quando ci fa più comodo. In fondo, questa è una rilettura attuale di ciò che a don Bosco stava più a cuore: ossia che ciascuno di noi deve essere un buon cristiano ed un onesto cittadino  un non solo la domenica mattina o durante le funzioni religiose, ma in qualunque circostanza ci troviamo a vivere nella vita di tutti i giorni. Ciascuno di noi deve quindi sentirsi come un orchestrale chiamato a suonare quella sinfonia che si chiama quotidianità.

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Bernardo Diego Galmuzzi