Ringraziamenti evento EXPO

Ringrazio l’Unione ex-allievi che mi ha dato la possibilità di collaborare nell’evento  EXPO.

E’ stata una esperienza stupenda, la realizzazione del ricettario di Mamma Margherita mi ha permesso di riscoprire la spiritualità salesiana nella figura di una donna semplice ma forte e robusta con principi cristiani che è stata capace di allevare dei figli e renderli uomini saggi e generosi nonostante le difficoltà dell’epoca in cui ha vissuto.

Non era mai stanca, e se lo era non lo dava a vedere,  ha sempre cercato di collaborare con San Giovanni Bosco nell’educazione dei giovani che aveva accanto, oltre a fare da madre è sempre stata presente nei fabbisogni giornalieri.

Secondo me, in un’epoca di consumismo, di spreco ci insegna ad amare con la A maiuscola, rinunciando per donare, sacrificandosi per non far mancare nulla ai figli e a tutti coloro che le giravano attorno, pur essendo risoluta e severa dimostrava affetto e amore materno.

La realizzazione del ricettario, nel sistemare le dosi e le procedure per preparare le varie pietanze mi ha incoraggiata ad andare avanti perché ogni cosa che facciamo è segno di amore nella nostra vita.

Non pensavo di insegnare alle mamme a cucinare, ma speravo di poter suggerire qualche trucco per non sprecare nulla in cucina. Ogni ricetta è fatta secondo tradizione piemontese pur ottimizzando i pochi ingredienti che nel lontano milleottocento avevano.

Quando nella giornata dedicata all’EXPO abbiamo avuto le scolaresche  che sono venute alla Casa Don Bosco per ascoltare i nostri interventi, ho notato gli occhi incuriositi dei ragazzi che ascoltavano con interesse le spiegazioni sulle ricette come se volessero portare a casa ogni parola da dire alla propria mamma. Sono state parole semplici ma che, secondo me arrivavano al cuore perché dette con sincerità.

Una cosa curiosa sono state le torte portate per gli studenti, avevamo cinque torte da tagliare a fette, e più tagliavamo e più fette uscivano, non ci siamo spiegati come abbiamo fatto a farle bastare per tutti i ragazzi che sono passati nella giornata. Sembrava che Don Bosco avesse fatto aumentare le fette affinché ce ne fossero per tutti!!

Forse la nostra gioia ed il desiderio di fare cosa gradita agli ospiti ci ha portati a vedere l’abbondanza delle torte?

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Siamo in una era in cui poche persone credono ancora ai miracoli! Ma ai tempi di don Bosco… leggete cosa successe!!
Attorno alla festa di Tutti i Santi, il 1 novembre, nelle case salesiane, specialmente negli oratori, si distribuiscono le castagne.

Si perpetua così il ricordo di una tradizione che risale a don Bosco.
Ecco quello che successe.

 

Il giorno dei defunti don Bosco condusse tutti i ragazzi dell’Oratorio a visitare il camposanto e a pregare. Aveva promesso loro, al ritorno, castagne lesse. E per quell’occasione ne aveva comprato tre sacchi.
  

Ma Mamma Margherita non aveva ben capito i suoi desideri e non ne aveva cotto che tre o quattro chili.
    
 Il giovane Giuseppe Buzzetti arrivò a casa prima degli altri, si rese conto di ciò che era successo e corse a dirlo a don Bosco. Ma con tutto il fracasso che facevano i ragazzi non riuscì a farsi capire.

Arrivato all’Oratorio, don Bosco prese la piccola cesta e cominciò a distribuire le castagne con un grosso mestolo. In mezzo alle grida di gioia Buzzetti gli gridava: “Non ce n’è per tutti. Non ce n’è per tutti”
 
 Don Bosco gli rispose: “Ce n’è tre sacchi in cucina”. “No, ci sono solo queste, solo queste”

Don Bosco sembrò non credere a quell’avvertimento.

Le castagne le aveva promesse a tutti. Per cui continuò nella distribuzione.
  

Buzzetti guardava nervoso le poche manciate che restavano in fondo alla cesta e la fila di quelli che circondava don Bosco e che sembrava sempre più lunga. All’improvviso si fece un profondo silenzio. Centinaia di occhi incantati fissavano quella cesta che non era mai vuota. Ce ne fu per tutti.

 
  Forse per la prima volta, con le mani ripiene di castagne, i ragazzi gridarono quella sera: “DonBosco è un santo”

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