Festa della scuola 2016

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Le Opere Sociali Don Bosco celebrano ogni anno, in vicinanza alla solennità di Maria Ausiliatrice, la Festa della Scuola.

Quest’anno si terrà sabato 21 Maggio con il seguente programma:

  • Ore 9 Accoglienza
  • Ore 9.15 Celebrazione Eucaristica presieduta dal direttore: Don Giuliano Giacomazzi SDB
  • Ore 10.30 Apertura di mostre, laboratori e inizio dei tornei.
  • Ore 11.30 Apertura Stand Gastronomico

Sarà possibile parcheggiare le auto all’interno dell’istituto seguendo le seguenti indicazioni:

L’entrata in Istituto sarà possibile a partire dalle ore 8,00

I posti sono limitati: occorre seguire le indicazioni degli addetti

– Le auto parcheggiate in Oratorio devono assolutamente lasciare liberi i campi entro le ore 14.

A occupazione totale dei posti:

le auto saranno indirizzate ai parcheggi alternativi nelle vicinanze dell’Istituto.

Seguiteci attraverso i social network della scuola:

Potete pubblicare le foto utilizzando hashtag ufficale #salesianisesto.

La celebrazione Eucaristica sarà trasmessa in diretta Streaming sul canale youtube dei Salesiani Sesto.

Tra le novità di quest’anno lo stand degli ex-allievi dove è possibile rivedere e riscattare la foto di classe. La classe di ex-allievi che partecipa più numerosa riceverà un premio.

Per ulteriori informazioni consultare il volantino oppure scrivere a comunicazione@salesianisesto.it

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Comunicato Festa della Scuola 2016

Volantino festa della scuola 2016

Volantino festa maturità 2016

Volantino foto ex allievi

 

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Avviso importante

Carissimi genitori, in occasione della festa di San Giovanni Bosco desideriamo invitare gli ex-allievi, in particolare coloro che hanno attualmente i propri figli nel nostro Istituto per una Santa Messa che verrà celebrata
Venerdì 29 gennaio 2016 alle ore 20,45

Presiederà la celebrazione don Luigi Mapelli
Concluderemo con un momento di convivialità.

Sesto S. Giovanni, 14 gennaio 2016
Unione ex-allievi

Avviso Importante

Cari ex-allievi tenetevi aggiornati sul sito dei salesiani di Sesto, leggete le news degli ex-allievi, al rientro dalle vacanze natalizie si organizzerà una S.Messa per tutti i papà ex-allievi che oggi portano i propri figli a scuola dai salesiani di sesto. Sono veramente molti, io che sono a scuola dal 1985 li rivedo tutti con molto piacere e sarei felice che il gruppo potesse crescere per dimostrare che forza sono i nostri ex sia nella scuola che nella nostra società.
Buon anno a tutti!! Spero che il 2016 vi porti gioia e serenità! Se volete rintracciare i vostri compagni di classe cercatemi farò di tutto per potervi mettere in contatto!! A presto Franca!

Alla fine della vita si raccoglie il frutto delle buone opere

Alla fine della vita si raccoglie il frutto delle buone opere
di Bernardo Diego Galmuzzi

‘Alla fine della vita si raccoglie il frutto delle buone opere’. Ho deciso di citare questa frase di don Bosco come apertura di questa mia newsletter, perché ultimamente ho percepito come la vita terrena sia costellata da una moltitudine di distrazioni effimere che rischiano di fare impazzire l’ago della bussola della nostra vita.
Mi spiego meglio: negli ultimi weekend appena trascorsi mi sono recato in visita sulle tombe dei miei cari defunti (nonni e zii), alcuni dei quali non ho mai fatto in tempo a conoscere personalmente, perché deceduti prima che io nascessi. Eppure, grazie alla testimonianza dei miei genitori, era come se avessi potuto conoscerli di persona. Tra mille sacrifici e patimenti (la miseria del tempo di guerra, la fatica della ricostruzione), sono riusciti ugualmente a sopravvivere e mettere al mondo i miei genitori, che a loro volta mi hanno creato. Quindi ho pensato: d’accordo, biologicamente sono morti, ma io continuo a sentirli vivi grazie al fatto che nella loro faticosa vita hanno sempre lavorato sodo per poter dare un futuro ai loro figli, ossia i miei genitori, i quali a loro volta ne rievocano il loro ricordo. A questo pensiero mi e’ venuta alla mente la frase di don Bosco che ho citato nell’incipit di questo articolo, che si puo’ a mio avviso riformulare nella seguente maniera: ‘se nella vita ben seminiamo, al termine di essa raccoglieremo ottimi frutti che ci permetteranno di poter essere ricordati positivamente ai posteri, i quali guideranno la loro vita traendo esempio dalla nostra’.
Chi nella vita si lascia ammaliare da certe tentazioni pericolose ed effimere (per esempio, la brama di ‘sfondare’ a tutti i costi nel mondo dello spettacolo di molti giovani di oggi, la ‘prigionia virtuale’ dovuta all’abuso dei cosiddetti social network), pensando che con delle futilità e una vita sregolata e priva di punti di riferimento saldi si possa attuare una vera vita, commette un grave errore.
Ognuno di noi è un essere unico ed irripetibile, e deve fare in modo che nella propria vita vengano portate alla luce le migliori qualità che ci contraddistinguono. Cio’ si traduce nella pratica nel costruire un nucleo famigliare con alti princìpi, impartendo ai propri figli un comportamento ed una condotta morale controcorrente ai messaggi fuorvianti che i mass-media cercano di trasmettere.
Cio’ vale anche nel mondo del lavoro: in ufficio, in fabbrica, a scuola, ci deve essere un’etica che metta in primo piano la valorizzazione delle migliori caratteristiche di ogni lavoratore, relegando in secondo piano l’aspetto del profitto economico (il denaro non dà la felicità, dicevano una volta). Si puo’ a buon diritto essere ricordati in futuro come ‘un ottimo collega, un bravissimo insegnante/professore, un valoroso professionista sia sul lato umano che tecnico’.
Se dovessi applicare quanto esposto sopra al mio caso personale, lo riassumerei cosi’: purtroppo finora non ho ancora avuto l’occasione di gettare le basi di un mio futuro nucleo famigliare. Tuttavia, ho la fortuna di avere un’ottima famiglia che mi supporta e di essere impegnato in un lavoro che amo (che rispecchia la formazione ingegneristica che ho alle spalle) con dei colleghi simpatici e disponibili per qualsiasi aiuto. Il mio sogno nel cassetto è quello, un domani, di divenire un insegnante scolastico di materie tecnico-scientifiche, e di riuscire a trasmettere il mio sapere e la mia esperienza lavorativa accumulata alle nuove generazioni. L’amore dei miei figli e nipoti, l’affetto di amici e colleghi di lavoro, il ricordo che serbero’ nei miei futuri ex-allievi contribuiranno in modo tale che anch’io, al termine della mia vita terrena, possa raccogliere il frutto delle mie buone opere e di essere ricordato positivamente anche dopo la mia morte.
Bernardo Diego Galmuzzi

Ringraziamenti evento EXPO

Ringrazio l’Unione ex-allievi che mi ha dato la possibilità di collaborare nell’evento  EXPO.

E’ stata una esperienza stupenda, la realizzazione del ricettario di Mamma Margherita mi ha permesso di riscoprire la spiritualità salesiana nella figura di una donna semplice ma forte e robusta con principi cristiani che è stata capace di allevare dei figli e renderli uomini saggi e generosi nonostante le difficoltà dell’epoca in cui ha vissuto.

Non era mai stanca, e se lo era non lo dava a vedere,  ha sempre cercato di collaborare con San Giovanni Bosco nell’educazione dei giovani che aveva accanto, oltre a fare da madre è sempre stata presente nei fabbisogni giornalieri.

Secondo me, in un’epoca di consumismo, di spreco ci insegna ad amare con la A maiuscola, rinunciando per donare, sacrificandosi per non far mancare nulla ai figli e a tutti coloro che le giravano attorno, pur essendo risoluta e severa dimostrava affetto e amore materno.

La realizzazione del ricettario, nel sistemare le dosi e le procedure per preparare le varie pietanze mi ha incoraggiata ad andare avanti perché ogni cosa che facciamo è segno di amore nella nostra vita.

Non pensavo di insegnare alle mamme a cucinare, ma speravo di poter suggerire qualche trucco per non sprecare nulla in cucina. Ogni ricetta è fatta secondo tradizione piemontese pur ottimizzando i pochi ingredienti che nel lontano milleottocento avevano.

Quando nella giornata dedicata all’EXPO abbiamo avuto le scolaresche  che sono venute alla Casa Don Bosco per ascoltare i nostri interventi, ho notato gli occhi incuriositi dei ragazzi che ascoltavano con interesse le spiegazioni sulle ricette come se volessero portare a casa ogni parola da dire alla propria mamma. Sono state parole semplici ma che, secondo me arrivavano al cuore perché dette con sincerità.

Una cosa curiosa sono state le torte portate per gli studenti, avevamo cinque torte da tagliare a fette, e più tagliavamo e più fette uscivano, non ci siamo spiegati come abbiamo fatto a farle bastare per tutti i ragazzi che sono passati nella giornata. Sembrava che Don Bosco avesse fatto aumentare le fette affinché ce ne fossero per tutti!!

Forse la nostra gioia ed il desiderio di fare cosa gradita agli ospiti ci ha portati a vedere l’abbondanza delle torte?

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Siamo in una era in cui poche persone credono ancora ai miracoli! Ma ai tempi di don Bosco… leggete cosa successe!!
Attorno alla festa di Tutti i Santi, il 1 novembre, nelle case salesiane, specialmente negli oratori, si distribuiscono le castagne.

Si perpetua così il ricordo di una tradizione che risale a don Bosco.
Ecco quello che successe.

 

Il giorno dei defunti don Bosco condusse tutti i ragazzi dell’Oratorio a visitare il camposanto e a pregare. Aveva promesso loro, al ritorno, castagne lesse. E per quell’occasione ne aveva comprato tre sacchi.
  

Ma Mamma Margherita non aveva ben capito i suoi desideri e non ne aveva cotto che tre o quattro chili.
    
 Il giovane Giuseppe Buzzetti arrivò a casa prima degli altri, si rese conto di ciò che era successo e corse a dirlo a don Bosco. Ma con tutto il fracasso che facevano i ragazzi non riuscì a farsi capire.

Arrivato all’Oratorio, don Bosco prese la piccola cesta e cominciò a distribuire le castagne con un grosso mestolo. In mezzo alle grida di gioia Buzzetti gli gridava: “Non ce n’è per tutti. Non ce n’è per tutti”
 
 Don Bosco gli rispose: “Ce n’è tre sacchi in cucina”. “No, ci sono solo queste, solo queste”

Don Bosco sembrò non credere a quell’avvertimento.

Le castagne le aveva promesse a tutti. Per cui continuò nella distribuzione.
  

Buzzetti guardava nervoso le poche manciate che restavano in fondo alla cesta e la fila di quelli che circondava don Bosco e che sembrava sempre più lunga. All’improvviso si fece un profondo silenzio. Centinaia di occhi incantati fissavano quella cesta che non era mai vuota. Ce ne fu per tutti.

 
  Forse per la prima volta, con le mani ripiene di castagne, i ragazzi gridarono quella sera: “DonBosco è un santo”

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Gli Ex-Allievi di Sesto a Casa Don Bosco

L’Unione Ex-Allievi Salesiani di Sesto San Giovanni, ha l’opportunità ed il piacere di presentare ad EXPO, in data 14 Ottobre 2015, il progetto dal titolo:

“GUIDATI DA UN SOGNO”

Iconografia dei Santi fondatori di ordini.

La presentazione, sarà supportata da una relazione e spiegazione dei sogni dei Santi (in particolare Don Bosco) a cura di due giovani dottoresse, laureate in Storia dell’arte ed avverrà in due sessioni con il seguente orario indicativo:

      1. 11.00-11.45

      2. 14.00-14.45

Al termine di ogni singolo incontro,  vi sarà anche un breve assaggio di semplici prodotti, con consegna del ricettario di Mamma Margherita,  così da sensibilizzare i partecipanti al tema:

“Educazione è cosa di cuore”

il cibo come fonte di educazione, attraverso la semplicità dei prodotti e la cura con cui mamma Margherita li preparava per i suoi figli e per chiunque avesse bisogno di un po’ di ristoro.

La formazione professionale salesiana si mette in mostra.

 

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Nel 1884 don Bosco partecipò con i suoi laboratori all’Esposizione italiana di Scienza e Arte tenutasi a Torino. Un’occasione simile si ripropone in questi giorni a tutti i Salesiani e alla Federazione CNOS-FAP in particolare: la partecipazione all’Esposizione universale che si terrà a Milano (EXPO).

In occasione di Expo la Federazione CNOS-FAP ha indetto la nona edizione dei concorsi nazionali dei settori professionali presso le sedi della Regione Lombardia (Arese, Brescia, Milano, Sesto San Giovanni e Treviglio) nei giorni 04 – 08 maggio 2015.

Il “Concorso Nazionale dei Capolavori dei Settori Professionali” è un’iniziativa che si propone almeno tre obiettivi principali:

  • stimolare gli allievi dei CFP della Federazione CNOS-FAP a misurarsi su una prova, elaborata di intesa con le imprese del settore, che rispecchia le competenze che l’allievo deve raggiungere al termine del percorso formativo;

  • promuovere il miglioramento continuo del settore e del singolo CFP della Federazione CNOS-FAP, soprattutto dal punto di vista tecnologico e della cultura d’impresa;

  • approfondire e consolidare il rapporto con il mondo della imprese del settore.

Questa proposta, denominata a volte “esercitazione”, altre volte “prova” o “capolavoro”, si colloca nel solco della tradizione salesiana. Già don Bosco, con una chiara preoccupazione preventiva e con una esplicita finalità pratica – quella di evitare i gravi pericoli morali delle officine della città e di dare una risposta concreta alla “gioventù abbandonata e pericolante”, bisognosa di apprendere un mestiere – aprì tra gli anni Cinquanta e Sessanta dell’Ottocento, ben sei laboratori: calzolai (1853); sarti (1853); legatori (1854); falegnami (1856); tipografi (1861); fabbri (1862).

Questo approccio eminentemente pratico – un apprendistato concepito prevalentemente come preparazione per un’arte o un mestiere manuale mediante concrete e prolungate esercitazioni di laboratori – è all’origine delle successive “Scuole di arti e mestieri”, ulteriormente ripensate come “Scuole professionali”, che daranno vita ad una visione più organica del lavoro e della formazione culturale e professionale dei giovani, come quella perseguita negli odierni Centri di Formazione Professionale.

Oggi siamo ormai alla nona edizione di questa rinnovata tradizione e i centri di formazione si confrontano in sei settori professionali e in tre aree trasversali. I settori professionali sono quelli di Meccanica macchine utensili, Elettrico,  Meccanico d’auto, Grafico, Ristorazione e Energia, mentre le tre aree trasversali vi sono le prove matematico scientifiche, culturali e informatiche.

Le prove saranno suddivise nei cinque centri professionali della Regione Lombardia in questo modo: Arese – settore Meccanica auto e Ristorazione; Brescia – settore elettrico; Milano – settore Grafico e area Culturale; Treviglio: area Informatica e Sesto San Giovanni con i settori Meccanico, Energetico e l’area  Matematico scientifica. Le premiazioni si terranno presso la sede della Regione Lombardia.

I ragazzi che parteciperanno a questo evento saranno circa 200 provenienti dai 62 centri di Formazione Professionale presenti in tutta Italia, saranno ospitati dalle strutture Salesiane e dalle famiglie dei ragazzi che  frequentano i percorsi di Formazione Professionale.

Numerose aziende hanno già dato il  loro supporto a questa iniziativa  a dimostrazione che esiste un legame  molto forte sia con le aziende del territorio con le aziende dei settori e l’attenzione delle stesse nei confronti dei ragazzi formati nei percorsi formativi professionali, da cui spesso attingono per le assunzioni.

Per la creazione del logo del Concorso nazionale dei settori professionali della federazione CNOS-FAP

 

 

Le Scuole Professionali Salesiane hanno realizzato, tra gli allievi dei corsi grafici delle case di Arese e Milano, un concorso per il logo che ci accompagnerà durante l’EXPO 2015.

Il 20 marzo una giuria composta da Alessandro Ticozzi, direttore CNOS-FAP della Lombardia, la professoressa Antonella Gasparotti della Fondazione Clerici e il giornalista Marco Picasso, direttore di Metaprintart, hanno scelto i tre lavori premiati. Il logo doveva tener conto di alcuni elementi quali: Milano, la Formazione Professionale dei centri Salesiani, l’Expo 2015.

Il logo ufficiale di quest’anno

 

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Potrete seguire tutti i concorsi tramite i social network a cura del Social Media Team.

Su facebook alla pagina www.facebook.com/concorsiCnosFap

Su Twitter alla pagina @concorsiCnosFap

Su instagram alla pagina @concorsiCnosFap

Sulla pagina youtube dei concorsi (youtube.com/concorsi) verranno caricati giornalmente i video delle gare dei vari settori.

Massimiliano Boracchi

Una sinfonia chiamata quotidianità

In diverse circostanze della vita si tocca con mano l’importanza di avere un affiatamento ed una proficua collaborazione insieme ad altre persone, allo scopo di perseguire un determinato obiettivo. Nella vita di tutti i giorni ciascuno di noi è chiamato a collaborare in maniera costruttiva con le altre persone con le quali veniamo in contatto. Ognuno di noi, quando esce di casa la mattina per recarsi al lavoro, deve pensare al fatto che la giornata che si appresta ad iniziare va vissuta allo stesso modo di come un orchestrale vive la propria ‘ansia da prestazione’ poco prima di iniziare a suonare una sinfonia in un’enorme sala da concerto. L’esecuzione della sinfonia sarà verosimilmente tanto più eccellente e di qualità quanto più si instaura tra i vari orchestrali un clima di affiatamento e di collaborazione. In una parola, ciò si riassume nel concetto di sinergia. Tutti gli strumenti musicali si devono amalgamare nella maniera più giusta per ottenere un’esecuzione musicale di valore; e ciò avviene se esiste sinergia tra gli orchestrali che li suonano.

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Rapportando questo esempio alla quotidianità, si dovrebbe riflettere meglio su come ci dobbiamo approcciare alla giornata lavorativa che ogni mattina iniziamo a svolgere: dobbiamo evitare di adottare un atteggiamento ‘lunatico’ e ‘umorale’: può capitare a chiunque di alzarsi con la Luna di traverso, ma ciò non fa altro che peggiorare i nostri rapporti interpersonali con chi ci sta attorno.

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Se mi trovo in metropolitana e vedo che una persona anziana non riesce a trovare posto a sedere per la maleducazione altrui, non dobbiamo imitarli, ma dare il buon esempio cedendo il nostro posto.

E’ come se in un’orchestra noi siamo gli unici esecutori a suonare le note giuste, mentre coloro che fanno finta di niente e ignorano deliberatamente i più bisognosi si comportano come quei musicisti che fanno apposta a stonare e a mandare all’aria il concerto.

Analogamente, sul posto di lavoro tutti i fenomeni di schermaglie, rivalità e invidie tra colleghi sono dannosi per il buon funzionamento dell’azienda. Quando lavoriamo, dobbiamo pensare che la nostra attività non è fine a se stessa ma, seppur indirettamente, contribuisce a migliorare il benessere e la qualità della vita della collettività.

Supponiamo che sia un lunedì mattina, e che sia un impiegato dell’ufficio postale. Non devo solo limitarmi a svolgere le operazioni in maniera meccanica, rispondendo in maniera burbera e poco collaborativa al cliente; al contrario, occorre sempre ricordarsi che anzitutto sono la stessa persona che ventiquattr’ore prima ha stretto la mano in segno di pace durante la Messa domenicale.

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Non si possono adottare due pesi e due misure; dobbiamo sempre comportarci in maniera costruttiva e sinergica in qualsiasi momento della giornata, con chiunque abbiamo a che fare, e non solo quando ci fa più comodo. In fondo, questa è una rilettura attuale di ciò che a don Bosco stava più a cuore: ossia che ciascuno di noi deve essere un buon cristiano ed un onesto cittadino  un non solo la domenica mattina o durante le funzioni religiose, ma in qualunque circostanza ci troviamo a vivere nella vita di tutti i giorni. Ciascuno di noi deve quindi sentirsi come un orchestrale chiamato a suonare quella sinfonia che si chiama quotidianità.

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Bernardo Diego Galmuzzi

 

… San Giovanni Bosco un santo dei nostri tempi…

Bicentenario di Don Bosco

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Scrivere oggi un articolo sul bicentenario della nascita di Don Bosco è alquanto curioso e interessante.

Nel 1988 abbiamo vissuto i festeggiamenti nel Centenario della morte (31 gennaio 1888-1988). In quell’occasione si ricordavano i risultati della vita del santo dei giovani, San Giovanni Bosco, che nonostante le difficoltà incontrate era riuscito a fare cose straordinarie nella sua vita, con l’aiuto di una donna semplice ma con molto carattere, sua madre, mamma Margherita.

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Abbiamo ripercorso la sua infanzia, le fatiche per studiare ed i successi che lo hanno aiutato ad avere tanta fede da riuscire a fondare una congregazione: la congregazione salesiana.

Molti lo hanno seguito ed hanno speso la propria vita per educare tanti giovani. Sono numerosi i Salesiani sia in Italia che in tutto il mondo, che hanno accettato di servire il Signore per la gioventù.

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Per tutto il 1988 abbiamo visto foto, filmati, libri che raccontavano la vita di questo santo con le peripezie compiute per realizzare il suo sogno!

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Oggi siamo nell’anno 2015, proclamato Bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco, anniversario che porterà nel capoluogo piemontese, in concomitanza con l’Ostensione della Sindone, anche Papa Francesco, atteso sotto la Mole il 21 giugno.

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In questa occasione viene il desiderio di ripercorrere la stessa strada, sempre partendo da quel sogno di nove anni, che lo ha portato a vivere una vita colma di impegni e fatiche che hanno dimostrato cosa si può realizzare quando si crede in un progetto!

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Oggi però siamo nel 2015. Ciò che è stato realizzato dall’Opera salesiana dopo Don Bosco lo si può vedere. Nelle scuole e negli oratori salesiani non è però sufficiente che ci siano dei sacerdoti o Figlie di Maria Ausiliatrice che credano nel loro impegno. Oggi è necessario che laici ed ex-allievi impegnati diano il loro supporto e per farlo devono ESSERCI

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Ma come fare perché questo avvenga?

Qui entra in gioco l’organizzazione delle Unioni: dobbiamo formare un gruppo forte e saldo che riesca a fare un cammino duraturo e interessante affinché i giovani ex-allievi facciano gruppo e riescano a comprendere che insieme si possono fare cose grandi! Per fare questo vorremmo proporvi degli incontri programmati per proseguire il progetto tanto caro a Don Bosco, diventare Buoni cristiani ed onesti cittadini”.

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Franca Piromallo

“…Viviamo in un tempo esponenziale…”

In questi ultimi mesi, per la mia attività professionale, mi sono ritrovato a partecipare ad una serie di innumerevoli corsi e workshop incentrati su vari argomenti legati ai training in aziende che stanno affrontando grandi cambiamenti tecnologici.

La cosa curiosa è che, al di là delle diverse tematiche affrontate, un tema sempre ricorrente era costituito dai cosiddetti “Big Data”,  che diverranno presto una quantità “mostruosa” di  dati a livello globale.

E’ una vera e propria serie di numeri e cifre sbalorditive (a livello mondo) che porta a tantissime riflessioni, non solo legate alla professione…

  • Circa 2.7 miliardi di ricerche effettuate con Google ogni mese
  • Il n° di messaggi di testo inviati e ricevuti ogni mese supera il n° della popolazione mondiale
  • Più di 3.000 libri sono pubblicati ogni giorno
  • 47 milioni di PC sono stati spediti nel mondo lo scorso anno
  • I dispositivi che consentono l’accesso ad Internet erano:
    • nel 1984 = 1.000
    • nel 1996 = 1.000.000
    • nel 2008 = 1.000.000.000
  • E’ stato stimato che 40 Exabyte (40 x 1018) di nuove ed uniche informazioni saranno state generate nel mondo nel corso di quest’anno
  • Il totale delle nuove informazioni tecniche raddoppia ogni 2 anni
  • La terza generazione di fibre ottiche recentemente testate da due multinazionali del settore, possono arrivare a trasportare 10 trilioni di bit al secondo all’interno di una singola fibra, ….sono 1900 CD o 150 milioni di telefonate ogni secondo !
  • ed è stimato che questo potrà triplicare ogni 6 mesi per i prox. 20 anni

Inoltre sapevate che, nel mondo, ogni minuto che passa mentre leggete questo articolo sarà già accaduto quanto segue?

  •  204 milioni di e-mail inviate
  • 47 000 applicazioni scaricate dal web
  • 1 300 persone che iniziano ad utilizzare  “mobile devices”
  • 2+ milioni di ricerche effettuate sul web
  • 72 ore di video caricati  su “YouTube”
  • 278 000 nuovi “tweets”, 1.8 milioni di Facebook “likes” (“mi piace”), 104 000 “Snapchat photos” inviate…

Questo significa che la quantità di dati che saranno create oggi è davvero incredibile…

 Addirittura, si dice che la sfida per le Università sia quella di preparare studenti per lavori che ancora non esistono, pensando a tecnologie che non sono state ancora inventate per risolvere problemi che non abbiamo ancora considerato o definito come tali.

 Dai feedback più ricorrenti, generalmente  emerge un mix di apprensione e di preoccupazione soprattutto pensando al futuro…e le considerazioni sono spesso legate alla gestione del cambiamento, alle sfide, etc., ma quasi sempre traspare un po’ di “smarrimento”.

 Le riflessioni più profonde e più serene le ho però condivise con amici e colleghi Ex-Allievi (e alcuni di loro sono anche molto più “ferrati” sui numeri citati sopra), i quali ricordano sempre gli insegnamenti ricevuti come un punto di riferimento a cui guardare sempre, soprattutto per cercare la direzione da seguire, specialmente nei momenti in cui  i “cartelli con le indicazioni” non sono così chiari.

 I valori che ci arrivano da Don Bosco sono le pietre miliari che non cambiano e che ci sono sempre di grande aiuto e sostegno; sta a noi essere bravi nel contestualizzarli nei luoghi e nei tempi che viviamo.

Custodiamoli come elementi preziosi e condividiamoli come insegnamento per tutti.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Marco Colombo